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    Mi stanno accanto i miei ricordi. Adesso quegli eventi e quelle persone che nel tempo personificavano rimpianti, sono i miei cari ricordi. Mi sono vicini, fanno compagnia.

    Sarà settembre, non dico di no. Ho sempre saputo che settembre, in modo particolare, e l’autunno in generale, mi trasformano. Ritorna l'era della riflessione. Quando la luce accecante smette, e la calura (per sua natura antiintellettuale) diminuisce e scompare, torna una poetica perplessità. Riprendi i fili del cuore, le corde interne. Senza pretese. Non lo fai apposta. Succede, e basta.

    Forse un bioritmo esistenziale. Una fase bioritmica per ogni stagione, per ogni periodo:  e l’autunno è per me. E’ il mio bioritmo positivo. Il mio ritorno vitale. Mentre tutto appa- rentemente decresce, e le giornate si accorciano, io torno al mio migliore abito (mentale), scendere delicatamente, naturalmente, senza forzo, e senza volerlo, sulla strada della flessione creativa.

    E forse c’è un bioritmo generale più ampio, quello su scala esistenziale.

    Forse per ciò il tempo - che io dico non esistere ma di cui gli altri parlano normalmente - il tempo che viene arbitrariamente definito galantuomo, comincia a convertire i rimpianti in fantasmi benevoli, ricordi amabili, che ci stanno accanto, e chissà forse rivedremo in controluce - come nel film La leggenda del santo bevitore - come una figura angelica che ci sorriderà fino all’ultimo, fino al tramonto.  (diario - 7.9.2009)

     

     

     

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    Tornerai domattina all’alba

    quando il cielo porterà i suoi colori

    di questo settembre vespertino.

    Tornerai anche se il cielo non ci darà l’alba

    anche se il mare là in basso

    con il suo quieto pulsare

    non ci ricorderà il ritmo del cuore.

    Tornerai perché per ogni donna c’è un uomo

    uno soltanto:

    per ciò tornerai da me.