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    Versi che ammaliano


     

    Le stelle, i pianeti, l'universo intero,

    ti portano su quella via;

    tutto si spegne, è buio,

    pure ti conducono lì,

    nella piccola isola

    in quel pezzo di mare…

    ricordo bene

    l'isola dei sogni.

    Non serve la luna,

    né le magiche stelle,

    hai con te la luce,

    luce calda, avvolgente,

    luce che brilla

    che ti brilla addosso,

    scalda la pelle e brucia il cuore,

    luce che ti prende…

    Non un sogno, è quasi realtà.

    Sguardi si fissano,

    si parlano,

    sussurrano che...

    e poi è amore

    amore che dà vita all' isola vuota.

    Due cuori che si avvolgono...

    oh notte dolce, l'isola è vostra, tutta

    e quel che succede  

    noi si può immaginare,

    quello che sentono loro

    è realtà...

    pura realtà.

     

    Francesca Alessandrini

      

    http://efrancy1.spaces.live.com

     

     

     

    L'immagine di Francesca è il particolare di un polittico realizzato da Andrea - http://sylitaly.spaces.live.com/

     

    Estate?

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    Pochi giorni  a  Ferragosto. Ed è domenica. Deserte le strade, le luci di un bar che ha uno spiazzo davanti con i tavoli vuoti. C’è solo una famigliola con i bambini il cui chiasso non è prodotto per rallegrare una scena vuota, e, francamente, triste. Semplicemente una delle tante domeniche tristi in provincia, quella provincia che mi ha sempre fatto pensare che al sud è provincia due volte.

    Sono in cerca di un gelato. Apro con gesto familiare il coperchio della gelatiera, ormai il barista non alza nemmeno gli occhi verso di me. E’ poggiato col gomito sul banco e ha il mento nella mano. Guarda fuori o non guarda da nessuna parte. Posiziono il gelato davanti alla sua faccia, bisbiglia “uno e venti”, deposito un euro e venti centesimi sul banco vicino ai suoi gomiti. Bisbiglia grazie, bisbiglio grazie, ed esco. E penso a quanto siamo comici. O tristi. Lui triste perché questa estate niente turisti poco lavoro, io resisto al nulla di questa vita senza colore, senza eventi…

    Deserto anche il lungomare. Una strada buia come tante, come le altre, e anche il mare non ha le luci delle barche. Lontano, la costa calabra. Anche chi ama tranquillità e solitudine e fosse qui in cerca di pace ammetterà che in certi periodi dell’anno un po’ di movimento è dovuto. Una dose di allegria – fosse anche solo allegria altrui – è dovuta anche alla provincia. Noi l’avremmo vissuta di riflesso. Invece nemmeno quello. Nemmeno godere dell’altrui allegria. 

    Amen.

       

     

      

     

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    SorrisoSorrisoSorriso 

    Tenerezze da chip a chip

     

     

    Piccoli messaggi deliziosi. Si colgono con dolcezza, sono sintomi d’amore, di tenerezza, danno e ricevono gratitudine, scambio di sguardi senza occhi. Surreale? No, internet. Talvolta ti arriva inatteso un fattore di gioia: due punti e tre parentesi. Mai capito il linguaggio delle faccine. Si dice emoticons? Da anni vivo con internet, e, quasi per internet, ma il linguaggio delle faccine non l’ ho imparato. Ma se vuoi ‘quella’ carezza, allora devi imparare questo linguaggio così piccolo, così grazioso, così allusivo, con emozioni non subito decodificabili ma che per questo entrano da qualche parte, passano sotto la soglia. Un occhietto che strizza, un sorriso più o meno lungo, una risata con la D e sento salire un sorriso dal petto alle guance, le labbra si contraggono, quasi a trattenere per pudore un impeto: per non rischiare di parlare allo schermo o al muro qui davanti. Roba da chiedersi di nuovo che cos’è un linguaggio, che cos’è il Linguaggio. Non dimenticherò mai “Struttura del linguaggio poetico”, un libro tra strutturalismo e semiotica; ne avranno fatto uno anche sulle emoticons? Vorrei vedere se no… letterati astuti, sempre pronti, a cavalcare l’onda! Grazie – ai molti ai pochi, ai tanti in generale, a qualcuno in particolare – a chi mi ha suscitato emozioni con due punti e una parentesi, questi che un tempo erano segni di interpunzione adesso servono, al contrario, a far volare messaggi. Sempre con quella grazia, con quella maniera sottilmente allusiva.

     

     

     

     

     

    Sorriso