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    Zona Deserta per il mio blog - post sui roseti -  PIA04995_br2

     


    Signore

    sono qui al mio tavolo

    di lavoro odiato

    perché non da uno

    neanche dei frutti

    sperati. E fuori

    piove dolcemente

    un vento burbero

    promette il brutto

    che non da,

    e sono qui a pregarti

    di pensare tu la tristezza

    che conosci,

    di pensare tu per me

    il domani infelice.

    Dammi la gioia

    o Dio di essere amato

    voltati verso di me

    Signore qui dove vivo

    io di cui con vanto

    urli la paternità.

    Non avevamo pensieri

    che da poveri, scrive

    il poeta, noi invece

    abbiamo pensieri avidi,

    vita insana e bramosa

    per la povertà

    che ci rende

    impuri.



    Buon Natale?


    Buon Natale ?


    Il mio mondo 1Il mio mondo 14



    Il mio mondo 10  - Etiopia 1984
    Il mio mondo 4 - Gli occhi della fame

    Il mio mondo 12 - Accattona
     
     
     
     
    Cristo, pensoso palpito,
    Astro incarnato
    nelle umane tenebre,
    Fratello che ti immoli
    P
    erennemente per riedificare
    Umanamente l'uomo,
    Santo, Santo che soffri,
    Maestro e fratello e Dio che ci sai deboli,
    Santo, Santo che soffri
    Per liberare dalla morte i morti
    E sorreggere noi, infelici vivi,
    D'un pianto solo mio non piango più,
    Ecco Ti chiamo,
    Santo,
    Santo, Santo che soffri.

    G. Ungaretti






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    Signore, i giacinti romani fioriscono nei vasi
    E il sole dell’inverno s’insinua sui colli di neve;
    La stagione ostinata si sofferma.
    La mia vita è leggera, in attesa del vento di morte,
    Come una piuma sul dorso di una mano.
    La polvere nel sole e la memoria negli angoli
    Attendono il vento che gela verso la terra morta.

    Concedi a noi la pace.
    Per molti anni camminai in questa città,
    Mantenni fede e digiuno, provvedetti ai poveri,
    Ho dato e avuto onori e agiatezza.
    Chi giunse alla mia porta non fu mai respinto.
    Chi si ricorderà della mia casa, dove vivranno i figli dei miei figli,
    Quando verrà il tempo del dolore?
    Prenderanno il sentiero della capra, la tana della volpe,
    Fuggendo i volti stranieri e le spade straniere.

    Prima che venga il tempo delle corde, delle sferze e dei lamenti
    Concedi a noi la tua pace.
    Prima delle stazioni della montagna di desolazione,
    Prima dell’ora certa del dolore materno,
    Ora in questa stagione di nascita e di morte,
    Possa il Figliolo, il Verbo non pronunciante e impronunciato ancora,
    Accordare la consolazione d’Israele
    A un uomo di ottant’anni che non ha domani.

    Secondo la tua parola.
    Ti loderanno e soffriranno a ogni generazione
    Con gloria e derisione,
    Luce su luce, salendo la scala dei santi.
    Non per me il martirio, l’estasi del pensiero e della preghiera,
    Non per me la visione estrema.
    Concedi a me la tua pace.
    (E una spada trafiggerà il tuo cuore,
    anche il tuo).
    Sono stanco della mia vita e della vita di quelli che verranno.
    Muoio della mia morte e della morte di quelli che verranno.
    Che il tuo servo si parta
    Dopo aver visto la tua salvezza.


    T.S. Eliot - Il Canto di Simeone - Bompiani

     

     
    La foto - e i persino i codici - mi sono stati offerti da Francesca
    alla quale va il mio ringraziamento.
    Questo post è dedicato a lei.



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    Il viaggio dei Magi

     

     

     

     

    "Fu un freddo avvento per noi,

    Proprio il tempo peggiore dell’anno

    Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo:

    Le vie fangose e la stagione rigida,

    Nel cuore dell’inverno".

    E i cammelli piegati, coi piedi sanguinanti, indocili,

    Sdraiati nella neve che si scioglie.

    Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo

    I palazzi d’estate sui pendii, le terrazze

    E le fanciulle seriche che portano il sorbetto.

    Poi i cammellieri che imprecavano e maledicevano

    E disertavano, e volevano donne e liquori,

    E i fuochi notturni s’estinguevano, mancavano ricoveri,

    E le città ostili e i paesi nemici

    Ed i villaggi sporchi e tutto a caro prezzo.

    Ore difficili avemmo.

    Preferimmo alla fine viaggiare di notte,

    Dormendo solo a tratti,

    Con le voci che cantavano agli orecchi, dicendo

    Che questo era tutta follia.

     

     

    Poi all’alba giungemmo ad una valle più tepida,

    Umida, sotto la linea della neve, tutta odorante di vegetazione;

    Con un ruscello in corsa ed un molino ad acqua che batteva il buio,

    E tre alberi contro il cielo basso,

    E un vecchio cavallo bianco al galoppo sul prato.

    Poi arrivammo ad una taverna con l’architrave coperta di pampini,

    Sei mani ad una porta aperta giocavano a dadi monete d’argento,

    E piedi davano calci agli otri vuoti.

    Ma non avemmo alcuna informazione, e così proseguimmo

    Ed arrivati a sera non un solo momento troppo presto

    Trovammo il posto; cosa soddisfacente voi direte.

     

     

    Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,

    E lo farei di nuovo, ma considerate

    Questo considerate

    Questo: ci trascinammo per tutta quella strada

    Per una Nascita o per una Morte? Vi fu una Nascita, certo,

    Ne avemmo prova e non avemmo dubbio. Avevo visto nascita e morte,

    Ma le avevo pensate differenti; per noi questa Nascita fu

    Come un’aspra ed amara sofferenza, come la Morte, la nostra morte.

    Tornammo ai nostri luoghi, ai nostri Regni,

    Ma ormai non più tranquilli, nelle antiche leggi

    Fra un popolo straniero che è rimasto aggrappato ai propri idoli.

    Io sarei lieto di un'altra morte.

     

     

     

     eliot T. S. Eliot 

     




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    chapeaufra
     
     
     
     
     

    Amore come eri vestita oggi?

    Ti penso,

    amo immaginarti mentre vai in giro,

    mentre guidi,

    mentre ti vesti,

    quando esci,

    o quando rientri....

    Oggi com'eri vestita

    mia dolcissima....

    sapessi quanto ti desidero...

    voglio stare accanto a te tutto il giorno,

    intrecciare i miei istanti con i tuoi;

    dimmi com'eri oggi....

    Il mio amore era vestita

    con una gonna nera

    una giacca nera

    le borchie eleganti

    e quel disegno geometrico,

    sotto una bianca camicia.

    Le mancava solo una cosa:

    il suo unico grande amore accanto a lei !

    E' vero che ti mancavo?

    Hai smesso ogni confusione.

    Si, ti amo

    Oh per adesso

    posso scrivere versi

    solo versi per te

    e pensarti

    parlarti

    parlarti al telefono.

    Oggi ho letto le tue dolci parole

    e ho pensato:

    è mia per sempre

    si, è mia per sempre

    sono suo per sempre.

    Come eri vestita oggi amore?

    Oggi com'eri vestita

    mia dolcissima....

     

     





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    Alba dai colori incredibili



     

    Forse sei tu il respiro del vento
    che dolce mi fascia in questa notte
    che ha nuvole chiare;

    forse sei il respiro del mare
    che ha un ritmo eterno
    e puramente immortale;

    o non sei tu forse la luna
    che rapida punta il mio sguardo
    e spera che la segua e mi incanta;

    e tu, tu non sei tu quel chiarore
    dietro i monti miei bruni
    quel sussulto di luce

    che non si stanca e che limpida
    vive - eterna testimone d’amore -
    dietro l’intramontabile vita…  





    meme




    Perché sono un blogger e come è nato tutto?

    Qual è l'intervento di cui mi vergogno?

    Qual è invece quello di cui vado fiero?

     

     

    Cara Francesca questo ‘meme’ finirà per essere una lettera aperta a te che mi hai nominato, e che mi proponi riflessioni per me inattese. Non pensavo che un giorno mi sarei chiesto perché sono un blogger io che in realtà non so nemmeno se sono un blogger e cosa significa esserlo. Per questo motivo mi chiedo cosa può significare per altri: per qualcuno forse un impegno, per altri un passatempo, un hobby, per qualcuno potrebbe essere l’occasione per divulgare idee scientifiche, considerazioni di carattere sociale, cultura, politica ecc., per qualcuno sarà solo seguire la moda, per altri forse un pizzico di vanità, la possibilità di un luogo telematico dove collocare i propri pensieri.
    Io nella migliore delle ipotesi considero il mio blog una bacheca. Naturalmente una bacheca in pubblico.
    Posso dirti che non c’è intervento del quale mi debba vergognare (e mi sembra un
    po’ retorico dire se ce n’è qualcuno di cui vado fiero).
    Grazie per avermi dato questa opportunità.
    Un caro saluto

    Santino